Relazione settimana

RELAZIONE

Il passaggio di Consegne nei Club Rotary – Formazione

Cari amici, giovani rotariani

Ognuno di noi ha un proprio vissuto umano e professionale che rappresenta oggi la sua storia, quella serie di eventi che, succedutisi gli uni agli altri, hanno costruito la sua immagine nella società in cui viviamo.

Lasciatemi dire, non per superbia ma per orgoglio rotariano, che tale percorso è stato in genere per noi, per nostro merito e per nostra fortuna, il frutto del susseguirsi di opportunità colte con successo e di traguardi raggiunti, dall’iter scolastico all’inserimento nel mondo del lavoro, all’ottenimento di consensi sempre più importanti fino a raggiungere il gradino più alto che ci eravamo prefissi, da quando abbiamo iniziato la scalata alla nostra vita.

Ed oggi siamo indubbiamente in un momento magico in cui il Rotary ci propone nuove opportunità, nuove sfide, nuovi entusiasmi, da vivere con il coraggio di chi osa proporsi come modello di umanità e di professionalità.

Questo, cari amici, è il momento di fare Rotary.

E uno delle situazioni più importanti è il passaggio delle consegne.

I giovani rotariani, giovani per gli incarichi assunti, devono poter ottenere tutte le informazioni necessarie per proseguire il cammino intrapreso dai predecessori.

Una delle grandi e lungimiranti regole proposte nel nostro sodalizio è la rotazione. Il Presidente rimane, di norma, in carica per un anno, poi lascia il posto a nuove forze e nuove idee. Alla stessa stregua il gruppo, il consiglio, le commissioni, devono lasciare il posto a nuovi soci che avranno modo di contribuire con le idee e i nuovi progetti.

Ma per non disperdere le energie sviluppate nell’ultimo anno occorre il passaggio delle consegne, che deve avvenire un modo organico e ordinato.

Ed ecco che la formazione diventa fondamentale, l’abitudine di fare le cose con metodo e struttura diventa indispensabile, anche nel passaggio degli incarichi

Ecco perché grande enfasi è sempre data alla formazione dei rotariani. Solo con la conoscenza e con l’approfondimento si potranno raggiungere gli obiettivi comuni prescelti.

E qui la figura dell’istruttore, di norma il decano del club, colui che ha più esperienza, ha un ruolo determinante.

Diventa il punto di riferimento, la figura a cui rivolgersi per ogni dubbio e per ogni necessità.

Ma  andiamo con ordine. Cerchiamo di capire cosa è la formazione:

FORMAZIONE ROTARIANA, DEFINIZIONE
Trasferimento ordinato e progressivo di
informazioni – istruzioni – aggiornamenti
alle persone che intendono affrontare
responsabilmente gli impegni
di un socio rotariano efficiente

Da qui sui evince il vero significato, la necessità di passare le informazioni acquisite nel corso degli anni da un socio ad un altro. Non devono esistere segreti o aree oscure, tutte le informazioni devono essere trasmesse in forma ordinata ai soci che assumeranno i nuovi compiti. Non devono esserci punti non trasmessi, perché al Rotary si appartiene per scelta, per vocazione, sopra ad ogni interesse personale.

Ricordo una delle prime istruzioni fornite ai nuovi rotariani, qui proprio di appartenenza, quando ancora il Rotary era agli albori:

Per istruire nuovi soci

Una delle maggiori cure del Rotary Club dovrebbe esser quella d’istruire convenientemente ogni nuovo socio sugli scopi ideali e pratici della nostra Associazione. A tal fine ogni Club dovrebbe avere un “Comitato di educazione rotariana”, il quale dovrebbe far si che il novizio fosse messo al più presto in grado di conoscere lo Statuto e i Regolamenti.

In molti Club è in uso una simpatica procedura per raggiungere questo scopo. Il nuovo Socio, infatti, è invitato dai membri del Comitato di educazione rotariana, solitamente di sera, in casa di uno di essi e in questa riunione cordialissima e familiare ha luogo la sua prima istruzione rotariana.

“IL ROTARY”  
Organo Ufficiale dei Rotary Clubs d’Italia 
anno 1. – N. 6 
Novembre 1924

Questo dovrebbe avvenire nel passaggio delle consegne; non abbiamo più il comitato di educazione rotariana, ma il socio con più esperienza, colui che deteneva l’incarico in precedenza, dovrebbe incontrare il socio in momenti extra riunione, davanti a un caffè o a una tazza di te o, perché no, a una fresca birra, e fornire tutte le informazioni e le istruzioni del caso.

Qualora non dovesse esserci il predecessore, allora l’istruttore diventa supplente. Occorre rivolgersi a lui per ottenere le dovute informazioni.

E per questo sono a vostra disposizione qualora, nel passaggio delle consegne fra il “vecchio” e il “nuovo” consiglio, dovessero insorgere dubbi di interpretazione o problemi di comunicazione.

Non dobbiamo dimenticare inoltre che, come nella vita, ognuno di noi deve diventare istruttore di un altro; ripeto, vi deve essere il passaggio delle informazioni faticosamente acquisite nel corso dell’anno in cui si sono ricoperti gli incarichi, bisogna fare in modo che il nuovo incaricato prenda la staffetta e la porti al traguardo di un altro anno, con nuove energie e idee, e che nel nuovo anno il nuovo incaricato faccia lo stesso, perpetuando la rotazione della ruota, garantendo l’attività di questa grande idea che si tramanda da oltre 110 anni.

Buon Rotary

Giuseppe Berardo –  Istruttore