Relazione settimana


RELAZIONE

TREDICI BELLE LEGGENDE DI NATALE (ITALIA)

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LA LEGGENDA DEL VISCHIO

C’era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L’uomo viveva solo, non si era mai sposato e non aveva più nessun amico.

Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno.

Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo. Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò:

– Fratello, – gli gridarono – non vieni?

Fratello, a lui fratello? Lui non aveva fratelli. Era un mercante e per lui non c’erano che clienti: chi comprava e chi vendeva. Per tutta la vita era stato avido e avaro e non gli importava chi fossero i suoi clienti e che cosa facessero.

Ma dove andavano? Si mosse un po’ curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli. Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello. Quante volte li aveva ingannati? Piangeva miseria per vender più caro. E speculava sul bisogno dei poveri. E mai la sua mano si apriva per donare. No, lui non poteva essere fratello di quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita. Eppure tutti gli camminavano a fianco. Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme. Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote, anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era ricco.  Arrivò alla grotta insieme con gli altri; s’inginocchio insieme agli altri. – Signore, – esclamò – ho trattato male i miei fratelli. Perdonami. E cominciò a piangere.  Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò. Alla prima luce dell’alba quelle lacrime splendettero come perle, in mezzo a due foglioline. Era nato il vischio.

LA LEGGENDA DELLE PALLINE DI NATALE

Un artista di strada molto povero si trova a Betlemme nei giorni seguenti alla nascita del Bambino Gesù. Voleva andare a salutarlo ma non aveva nemmeno un dono da portargli. Dopo qualche esitazione decise di recarsi alla grotta e di andarlo a trovare. Gli venne in mente un’idea: fece quello che gli riusciva meglio, il giocoliere, e fece ridere i piccolo bambino. Da quel giorno per ricordarci delle risate di Gesù Bambino si appendono delle palline colorate all’albero di Natale.

LA LEGGENDA DEL BASTONCINO DI ZUCCHERO

Il famoso bastoncino della leggenda è fatto di zucchero, ha il sapore di menta ed è bianco a strisce rosse.

La leggenda narra che un dolciaio lo creò per ricordare Gesù alle persone. Tale bastoncino racchiude in sé molti significati:

– Il caramello (di cui è fatto il bastoncino) rappresenta Gesù come la roccia solida su cui sono costruite le nostre vite.

– La forma a “J” sta per Jesus (Gesù) oppure rappresenta la forma di un bastone da pastore (Gesù è il nostro pastore).

– Il colore bianco rappresenta la purezza e lassenza del peccato.

– Le strisce rosse grandi rappresentano il sangue di Cristo versato per i nostri peccati.

– Le strisce sottili invece rappresenterebbero i segni lasciati dalle frustate che Gesù ricevette dai soldati romani per ordine di Ponzio Pilato.

– Il sapore di menta piperita ricorda il sapore dell’issopo che è una pianta aromatica usata nel vecchio testamento per purificare.

LA LEGGENDA DEL PETTIROSSO

Un piccolo uccellino marrone divideva la stalla a Betlemme con la Sacra famiglia. La notte, mentre la famiglia dormiva, l’uccellino notò che il fuoco che li scaldava stava per spegnersi.

Così, per tenere caldo il piccolo, volò verso le braci e tenne il fuoco vivo muovendo le ali per tutta la notte. Il mattino seguente l’uccellino fu premiato con un bel petto rosso brillante come simbolo del suo amore per Gesù Bambino.

LA LEGGENDA DI RUDOLPH: LA RENNA DAL NASO ROSSO

Babbo Natale viene rappresentato insieme ad una renna piuttosto particolare. La sua slitta viene trainata da nove renne di cui una dotata di un naso rosso scintillante. Questa piccola renna, derisa dal proprio branco per colpa di questa stranezza fisica, si rivelò di grande aiuto per Babbo Natale in una fredda e nebbiosa notte di Vigilia. Grazie al suo naso luminoso illuminò la strada e Babbo Natale riuscì a consegnare i regali a tutti i bambini.

LA LEGGENDA DELLA ROSA DI NATALE

La figlia piccola di un pastore era intenta ad accudire il gregge del padre in un pascolo vicino Betlemme, quando vide degli altri pastori che camminavano speditamente verso la città. Si avvicinò e chiese loro dove andavano.  I pastori risposero che quella notte era nato il bambino Gesù e che stavano andando a rendergli omaggio portandogli dei doni.

La bambina avrebbe tanto voluto andare con i pastori per vedere il Bambino Gesù, ma non aveva niente da portare come regalo. I pastori andarono via e lei rimase da sola e triste, così triste che cadde in ginocchio piangendo. Le sue lacrime cadevano nella neve e la bimba non sapeva che un angelo aveva assistito alla sua disperazione. Quando abbassò gli occhi si accorse che le sue lacrime erano diventate delle bellissime rose di un colore rosa pallido. Felice, si alzò, le raccolse e partì subito verso la città. Regalò il mazzo di rose a Maria come dono per il figlio appena nato. Da allora, ogni anno nel mese di dicembre fiorisce questo tipo di rosa per ricordare al mondo intero del semplice regalo fatto con amore dalla giovane figlia del pastore.

LE LEGGENDE DI NATALE NEL MONDO

FRANCIA

In Francia i bambini dispongono le loro scarpe ordinatamente, poiché Gesù Bambino passerà la notte del 24 a riporre i suoi doni dentro di esse. Addobberà anche l’albero con frutta e dolci. Per tradizione si accende un ceppo di legna per scaldare il Bambino che gira nella notte fredda. Da questa usanza, deriva anche uno dei dolci natalizi più diffusi, ovvero la bùche de Noêl.  Il presepio in Francia è molto curato; sono particolarmente famosi i presepi della Provenza, composti da statuine d’argilla vestite con costumi realizzati a mano, molto precisi nei dettagli e realistici, chiamati Santons.

POLONIA

In Polonia, la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella, e la tradizione vuole che, sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena. Le famiglie polacche celebrano il Natale con un pasto di 12 portate.  Si lascia sempre un po’ di spazio in tavola, in caso arrivi un ospite inatteso. In molte case ancora oggi si mettono dei covoni di grano nei quattro angoli di una stanza, in memoria della stalla dove nacque Gesù Bambino.

SPAGNA

In Spagna il giorno più festeggiato nel periodo natalizio è il 28 dicembre, giorno in cui arrivano i los Reyes, i Re Magi. A cavallo o su carri sfilano per le città e distribuiscono dolci e caramelle. La figura di Babbo Natale è meno sentita. Nei presepi spagnoli alle classiche statuine si affiancano quelle di Tio, un tronchetto d’albero che, se scosso, sprigiona dolcetti e quella di Caganer, un porta fortuna natalizio.

GERMANIA

In Germania i festeggiamenti di Natale iniziano presto, ovvero l’11 novembre, giorno di San Martino. E’ tradizione costruire per quel giorno delle lanterne, che i bambini porteranno in processione, oppure verranno messe nei cimiteri, e che servono ad illuminare la strada al santo. Durante il periodo dell’Avvento i bambini hanno nelle loro camerette dei calendari con 24 finestrelle. Ogni giorno aprono una finestrella e promettono di compiere una buona azione nella giornata. Il 6 dicembre poi arriva San Nicola a portare dolci, cioccolato e dolci speziati come i Lebkuchen o i Christollen. La notte del 24 infine arriva Gesù Bambino (o Babbo Natale) a portare i tanto attesi doni. Le case sono addobbate a festa con ghirlande e candele, è usanza fare pasti ricchi e bere vino speziato. A Rothenburg ob der Tauber, un piccolo paesino tedesco c’è un museo dedicato al Natale, molto caratteristico e curato, che sta aperto tutto l’anno.

INGHILTERRA

In Inghilterra l’albero di Natale la fa da padrone tra le varie decorazioni, anche a Londra è tradizione addobbare un altissimo albero allestito all’aperto con luci, nastri e ghirlande.

La notte del 24 Babbo Natale porta i doni ai bambini, lasciandoli in un grosso sacco sotto l’albero. I bimbi, per ringraziarlo, lasciano sul tavolo della cucina un bicchiere di latte e un pezzo di dolce per lui e una carota per la sua renna e la mattina del 25 aprono i doni. Proprio quel giorno l’atmosfera è festosa ed è usanza riunirsi con le persone care e cucinare un buon pranzo con dolci tipici quale per esempio il Christmas Pudding. Sono usati per i festeggiamenti anche fuochi d’artificio o mortaretti.

FINLANDIA

In Finlandia, oltre al classico albero di Natale, viene preparato all’esterno delle case un secondo alberello per gli uccellini. Si tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un palo e addobbato con semi appetitosi. Anche in altri paesi c’è questo simpatico pensiero verso i piccoli volatili che riempiono con il loro cinguettìo le ore della giornata; ad esempio in Germania, soprattutto nel sud, la gente sparge dei grano sul tetto delle case affinché anche gli uccellini possano far festa il giorno di Natale.

GRECIA

In Grecia la vigilia di Natale viene vissuta tra canti e musiche di tamburelli e triangoli. Ci si scambiano doni, così come al 25 e al 1 gennaio, i quali vengono anche portati come omaggio alle persone più povere. Tutti insieme si mangiano fichi secchi, dolci, noci e il Chrisopsomo, un tipico pane speziato greco. I sacerdoti sono soliti passare di casa in casa per la benedizione delle dimore.

LEGGENDE E TRADIZIONI SULL’ALBERO DI NATALE

Ci sono molte leggende che riguardano le origini dell’albero di Natale. La prima colloca l’abete nel giardino dell’Eden. Anzi, era addirittura l’Albero della Vita. Quando Eva colse il frutto proibito, le sue foglie avvizzirono fino a diventare aghi e non fiorì più fino alla nascita di Gesù Bambino.

Un’altra leggenda parla di un altro albero dell’Eden, quello del Bene e del Male. Quando Adamo fu scacciato dal Paradiso terrestre portò con sé un ramoscello che in seguito divenne l’abete che servì per la Santa Croce per poi diventare l’Albero di Natale.

Usanze dell’antichità. Quello che è più certo è che l’abete (bianco, rosso, ma anche altre specie non solo dei generi Abies o Picea) è stato tradizionalmente usato per celebrare le feste invernali (pagane e cristiane) per migliaia di anni. I pagani utilizzavano rami di abete per decorare le loro case durante il solstizio d’inverno, mentre i romani usavano l’abete bianco per decorare i loro templi durante le feste dei Saturnali, solenni ricorrenze religiose dell’antica Roma, di carattere popolare, che si celebravano in onore di Saturno a partire dal 17 dicembre. I cristiani lo usavano come un segno di vita eterna con Dio.

Tradizione del nord Europa. Nessuno è veramente sicuro di quando gli abeti sono stati però utilizzati per la prima volta come alberi di Natale. La tradizione iniziò, probabilmente, intorno a 1000 anni fa, in Nord Europa. Altri alberi di Natale originariamente utilizzati, in molte parti del nord Europa, erano ciliegio e biancospino (o un ramo della pianta), allevati in vaso all’interno, in modo che potessero fiorire nel periodo natalizio. Se non potevano permettersi una pianta reale, le persone costruivano piramidi di legno, decorate come un albero con carta, mele e candele. A volte venivano portati in giro di casa in casa, anziché rimanere in una singola abitazione. Il primo uso documentato di un albero di Natale e Capodanno fu in piazza di Riga, capitale della Lettonia, nell’anno 1510. Nella piazza c’è una lapide in cui è inciso “Il primo albero di Capodanno a Riga nel 1510”, in otto lingue. Non si sa molto circa l’albero, se non che si riunivano intorno a esso uomini che indossavano cappelli neri e che, dopo la cerimonia finale, bruciarono l’albero. Altri sostengono che L’uso moderno dell’albero nasce secondo alcuni a Tallinn, in Estonia nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio, Raekoja Plats, attorno al quale giovani scapoli, uomini e donne, ballavano insieme alla ricerca dell’anima gemella.

Origini germaniche. Un quadro tedesco datato 1521 mostra un albero portato in parata per le strade con un uomo a cavallo dietro di esso. L’uomo è vestito come un vescovo, forse raffigurante San Nicola. Nel 1584, lo storico Balthasar Russow scrisse di una tradizionedi un abete decorato in piazza del mercato, sempre a Riga, dove i giovani uomini “andavano con un gregge di fanciulle e donne, prima cantando e ballando intorno all’albero per poi darlo alle fiamme”. C’è notizia di un piccolo albero a Brema, in Germania dal 1570, descritto come un albero decorato con “mele, noci, datteri, salatini e fiori di carta” addobbato in un luogo d’incontro di uomini d’affari in città. La prima persona a portare un albero di Natale in una casa, nel modo in cui lo conosciamo oggi, potrebbe essere stato il pastore tedesco del XVI secolo Martin Lutero. Una storia racconta che, una notte prima di Natale, stava camminando attraverso il bosco e alzò lo sguardo per vedere le stelle che brillavano attraverso i rami degli alberi. L’immagine era così bella che tornò a casa e disse ai suoi figli che gli ricordava Gesù, che aveva lasciato le stelle del cielo per venire sulla terra per Natale.

Il miracolo di San Bonifacio. Un’altra storia narra che San Bonifacio di Crediton (un villaggio nel Devon, UK) lasciò l’Inghilterra e si recò in Germania per predicare alle tribù tedesche pagane e convertirle al cristianesimo. Si dice che abbia incontrato un gruppo di pagani in procinto di sacrificare un giovane ragazzo, mentre adoravano un albero di quercia. Preso dalla rabbia, e per fermare il sacrificio, S. Bonifacio narrò di aver tagliato la quercia e, con sua grande sorpresa, un giovane abete sorse dalle radici della quercia. San Bonifacio prese questo come un segno della fede cristiana e i suoi seguaci decorarono l’albero con le candele in modo che San Bonifacio potesse predicare ai pagani durante la notte .

Un ramoscello in nome di Gesù. C’è un’altra leggenda, sempre tedesca, su come l’albero di Natale è entrato in essere: una volta in una fredda sera della vigilia di Natale, una guardia forestale e la sua famiglia erano nella loro casetta riuniti intorno al fuoco per scaldarsi. Improvvisamente si sentì bussare alla porta. Quando la guardia forestale aprì la porta, trovò un povero ragazzino in piedi sul gradino della porta, solo e smarrito. La guardia forestale, lo accolse nella sua casa e la famiglia lo nutrì, lo lavò e lo mise a letto con il figlio più giovane. La mattina seguente, per Natale, la famiglia fu svegliata da un coro di angeli: il povero ragazzo si era trasformato in Gesù, il Cristo Bambino. Il Cristo Bambino andò fuori dalla casetta e ruppe un ramo di un albero di abete e lo diede alla famiglia come un regalo per dire grazie per le cure che gli avevano dato. Così, da allora, le persone ricordano quella notte portando un albero di Natale nelle loro case.

Dolci e candele. In Germania, i primi alberi di Natale erano decorati con cose commestibili, come il pan di zenzero e mele coperte d’oro. Successivamente i maestri vetrai fecero particolari piccoli ornamenti simili ad alcune delle decorazioni utilizzate oggi. Nel 1605 uno sconosciuto tedesco scrisse: “A Natale hanno portato abeti nei saloni di Strasburgo e appeso su di essi rose ritagliate di carta multicolore, mele, cialde , fogli d’oro, dolci, ecc”. Da allora la tradizione si è estesa a tutto il mondo. La tradizione giunse in Gran Bretagna intorno al 1830 e divenne popolare nel 1841, quando il principe Alberto (il marito tedesco della regina Vittoria) addobbò un albero di Natale nel Castello di Windsor. Dal mondo anglosassone la tradizione si estese velocemente agli Stati Uniti dove, nel 1885, un ospedale di Chicago bruciò a causa delle candele di un albero di Natale! Una curiosità: nel 1908 le compagnie di assicurazione negli Stati Uniti cercarono di ottenere una legge che avrebbe vietato le candele sugli alberi di Natale a causa dei numerosi incendi che avevano causato. Con l’avvento dell’energia elettrica la sicurezza è andata via via aumentando e adesso si effettuano decorazioni anche eccessive. Il record di luci accese allo stesso tempo su un albero di Natale è di 194.672 ed è stato fatto in Belgio a Malmedy, in Belgio, il 10 dicembre 2010.

Diffusione e specie utilizzate. Molte città e villaggi hanno il loro albero di Natale. Uno dei più famosi è l’albero in Trafalgar Square a Londra in Inghilterra, che ogni anno viene tradizionalmente donato al Regno Unito dalla Norvegia come un ‘grazie’ per l’aiuto che il Regno Unito ha dato la Norvegia nella Seconda Guerra Mondiale. La Casa Bianca negli Stati Uniti ha un grande albero sul prato anteriore fin dal 1920.

Una larga varietà di specie sono attualmente utilizzate come alberi di Natale. Negli Stati Uniti i top best-sellers sono la Pseudotsuga menziesii, il Pinus sylvestris, Abies Fraseri. Abies nordmanniana e Picea excelsa sono i più venduti in Inghilterra, con il secondo che lo è sicuramente nel resto d’Europa. In Europa sono talvolta utilizzati anche il Picea pungens e l’Abies pinsapo, così come il Pinus sylvestris e l’Abies nordmanniana. In altri paesi, diversi alberi sono utilizzati come alberi di Natale. In Nuova Zelanda è talvolta usato il ‘Pohutakawa’ (Metrosideros excelsa) che ha fiori rosso cremisi e, in India, sono a volte decorati alberi di banano o mango.

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