Relazione settimana

RELAZIONE

6 novembre 2016.

Alla fine degli anni ’70, a Cristina mia figlia, venne in mente di pubblicare un periodico di informazioni sanitarie, scritto in modo che fosse capito da tutti, non solo dai “lavoratori della medicina”.

Nacque così: PILLOLE DI CULTURA E SANITÀ. Il periodico ha vissuto una decina d’anni, poi è deceduto per mancanza di alimenti.

Come direttore responsabile e di Redazione, avevo il compito si scrivere l’editoriale. Così, all’inizio dell’anno 1989, pensai a qualcosa sulla Befana, Epifania. Mi ricordai di un episodio avvenuto proprio 50 anni prima.

Ed eccolo qui di seguito per chi lo vuole leggere.

Buon anno

Daniele Franchini 

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BABBO ! MAMMA ! E’ ARRIVATA LA BEFANA !

Gennaio 1939:

quante cose erano successe da poco: guerra d’Abissinia, di Spagna, oro alla Patria, sanzioni, Danzica, ancora sanzioni ed autarchia; ora la Guerra Mondiale.

Un angioletto con una camiciola troppo lunga, forse era di suo fratello maggiore, è passato attraverso il soffitto nella nostra stanza e mi tira per i capelli, poi per un orecchio. Mi sveglio, l’angioletto non c’è più.

Dall’ampia finestra di Villa Ada entrano una luce bianca e silenzio. L’alba silenziosa del 6 gennaio ha portato tanta neve. I campi ed il giardino hanno perduto ogni colore ed ogni irregolarità, la neve della notte ha costruito un lenzuolo ondulato sul quale l’alba gioca a nascondino; luce ed ombre danno profondità e spessore alla campagna grigia e bianca.

Per vedere meglio mi strofino gli occhi e spirali luminosissime, multicolori, quadratini bianchi e neri, pioggia di tante stelle filanti, tutto su un fondo blu quasi nero, mi tolgono la vista della neve.

Ora però vedo meglio !

Una piccola freccia bianca di carta attaccata alla porta della camera, di fronte a me, indica che c’è qualcosa di nuovo. Sveglio mio fratello. “Remo, guarda !”

Ci alziamo, e seguendo le frecce che si susseguono nel corridoio, poi giù per le scale, nell’altro corridoio di sotto, arrivano al tinello dove… dove attaccate alla cappa del camino, 2 grandi calze rigonfie di tutto ci aspettano.

Babbo! Mamma! E’ arrivata la Befana!

Stacchiamo le calze attentamente senza romperle (serviranno ancora per l’anno prossimo) raccogliamo i due regali (uno più uno) che il piede di ogni calza puntava come un pointer in ferma e corriamo di nuovo a letto.

Babbo e Mamma mostrano tanta maraviglia per questo arrivo improvviso ed inaspettato della Befana: vecchia che ricorda le streghe del medioevo, ma buona che ha il nome dell’Epifania, quando il Bambino Gesù, tramite i Re Magi, fu presentato al Mondo: Epifanio.

Le calze contenevano un po’ di carbone (era dolce perché non eravamo stati tanto cattivi) poi un mandarino che serviva da tappo, noccioline, torroncino di Cremona con il disegno in rilievo che ad occhi chiusi cercavamo di identificare toccandolo, poi caramelle, datteri, fichi secchi, liquirizia, altro mandarino, cioccolata e cioccolatini e, nella punta, castagne secche: erano le più pesanti e si erano infilate giù in fondo.

Quanto ben di Dio, quanta gioia. Ora “tiro su…”: una goccia caduta chissà da dove ha bagnato il foglio dove scrivo; l’asciugo, ma un’altra bagna la E di Epifanio; asciugo anche quella e…metto un tappo alla fonte che mi impedisce di scrivere. Non pensavo alle sanzioni, a Danzica e all’autarchia, pensavo al mio regalo: un cavallino bianco di cartapesta del quale già stavo controllando le zampe anteriori, la groppa, le posteriori; Remo giocava già con il suo piccolo meccano e si accingeva a costruire il suo primo aeroplanino! Quanta gioia ! Noccioline, mandarini, castagne secche, 1 regalo 1, una volta l’anno; eravamo felici!

Ed oggi auguro a tutti i lettori del mondo, non solo a quelli di Pillole, ma a tutti coloro che leggono con gli occhi, oppure con le dita o solamente con l’udito, auguro ad ognuno di loro un 1995 quasi 2000, FELICE ! Finalmente FELICE come lo eravamo noi in quel momento; come gli altri mille e mille bambini che con 4 noccioline in mano, una goccia di mandarino in un occhio ed una castagna in bocca, erano andati con lo spirito ed il cuore al disopra e aldilà della guerra già in atto in un unico inconscio abbraccio; bambini che prevedevano un futuro di Pace e di Amore e di Felicità: quei bambini sono ormai vecchi, i loro nipoti sono più grandi di quanto lo fossero essi allora.

Quel mondo non c’è ancora! Babbo! Mamma! La Befana è arrivata, ma la Pace, l’Amore, il Bene per tutti, quando arriveranno?